Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
Licence: Public Domain Mark
Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
28/508 (page 24)
![^4 o [)er istinto trascinato^ non clic di- voi’ato dalla liraina, di conoscere se stesso, e le cause ori^^inarie de' i'e- nomeni, che osservava. Di qui la indoniila sua tendenza di volere continiaunente realizzare le astrat¬ tezze del suo pensiero:, e ((uando non gii era dato di tosto rinvenire la cagione prima, coureva al più fa¬ cile, e pronto spediente di immagi¬ narsela. Di qui la lunga serie delle i[>olesi tante, de'sogni, delie con- giiietture, e fantasie s[)acciate in ogni tempo, (juali oracoli di verità. K in medicina poi, stante la oscurità stessa del suhietto, e i gravissimi ostacoli incontrati, fu sorpassato ogni rispetto, e misura. Perocché mirando essa dirittamente allo stu¬ dio (leMenomeni morbosi, cui sog¬ giace fre(]uente codesta l'ragile ar¬ gilla nostra., a conoscerne l’ indole vera, a ripararli, a cessarli, ben ve¬ de ognuno^ (juanti aditi, e vie ven¬ gano dis(‘hiusi air inganno, ed air errore. INulla di meno anche nella pi ima sua inlanzia. e in mezzo alla s ua povertà, non si ritenne dal fare ogni sforzo^ onde le osservazioni, che andava man mano l'acendo, ve¬ nissero alPanalisi sottomesse, e co¬ ordinate poscia in modo, che per via del raziof'inio, potesse cavarne principi! generali, e leggi. XIY. Ma un qualcuno forse ci opporrà, die gli siromenti delfanalisi^ e del raziocinio, furono ne*’ primi tempi de!Parte adoperali a rovescio, ed a sproposito; il che non vuoisi nega¬ re., ove si riguardi la scienza dalla sommila del secolo presente. Che se invece portermnei col pensiero ne*’ tempi |)iù remoti di essa, allor¬ ché foggiata in dogma, in metodo^ od in tutt\altro sistiMiia^ reggeva so¬ vranamente le scuole, non vi ri¬ scontreremo poi lutto quel marcio di errori, e quel ridicolo di fantasie, che le età posteriori, e i progressi intellettuali vi scorsero dappoi. Chè le sentenze e i ])rece(ti dettati nei hhri dtdPantichità medica parevano, e non a torto, amplimi padri delPar- te, altrettante irrecusah-ili verità; come a noi sendirano tali tutte le ap[)rese generalmente negli a uni ])iù doridi di essa, e in mezzo alia luce dei secolo corrente. J>on reggono impertanto sotto il vaglio delia critica le tre fissate e- jioche storiche del valente e caris¬ simo nostro Dr. Buffai^ come quel¬ le, che non si succedettero giusta la ideata da lui jirogressione cre¬ scente dell*' umana ragione; ma si trovarono più o meno insieme col¬ legate , e sjiiccarono mai sempre nelle ])iù famose scuole mediche deHenqii passati. Ben egli é vero, che il yirelodato scrittore, come ci avvisa con sua lettera, non intese, di dare un prospetto di una storia medica; ma solo lo sviluppo del me¬ todo usato nelP indagine de*’ fatti morbosi dalle diverse scuole. Ma la elocpiente dipintura, ch'^egli ci por¬ ge delle tre fasi progressive della medicina più sopra riferite, é così chiara, e sottile, che noi (e forse ne andiamo errati) siam persuasi, che egli volesse veramente toccare quel¬ le linee più generali, e quelle più ca¬ ratteristiche impronte, che contrad¬ distinguono particolarmente le pas¬ sate vicende delParte. XV. Che se non regge la discussa opi¬ nione, quale diremo, essere stata la cagione vera, che tanto ritardò il di lei avanzamento? Quale quella, che la svincolò infine dai lacci delle scuole, elle la syiinse sidla via del progresso, che le infuse novella vi-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0028.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)