Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![secojido la cronologia jàù verlsiini- le, nel 1672. avanti Cristo. Solo cenC anni doj)0 comincia la storia «Iella Grecia con Cecrope a non contener più mere favole. Un celebre scrittore Inglese (i) sostiene contr‘'ogni storia ed inter¬ pretazione, che la medicina non sia antica quanto d'ordinario si preten¬ de. Egli è d'avviso che solo aHemj)i di Omero si abbia cominciato ad esercitare la chii urgia: che Pitagora abbia fondato la dietetica, e chelp- pocrate sia stato il primo a visitare griiifermi obbligati al letto. Secon¬ do lui, i medici di Giuseppe non erano che servi esperti nelP arte di imbalsamare. Nel rapporto d*’Ero¬ doto, che ciascuna parte del corpo avea in Egitto il suo proprio medi¬ co ., si deve intendere che ciascuna veniva imbalsamata da un partico- lar sacerdote. Finalmente asserisce che in Egitto generalmente non si fece mai sperienza per guarir ma¬ lattie. Warburton (2) confutò per esteso questi paradossi. Abbandono per ora questo soggetto, perchè mi accadrà già nel corso dell' opera di portare in campo argomenti vale¬ voli a confutare le asserzioni di Shuckford. 18. Ouella tribù antichissima la quale , discendendo probabilmente <la Meroe, popolò PEgitto. fu una tribù di sacerdoti. Il di lei governo era amniinistrato da (juesti. La re¬ ligione e il comniercio costituivano i due vincoli jnù potenti, che uni¬ vano il ministero ed il popolo , e che interessavano questo e quello allo scopo comune (3). Quantunque in progresso siensi introdotte nel- P Egitto molte altre tribù, quella de'’sacerdoli si mantenne tuttodì in maggior venerazione. Da lei ordina¬ riamente creavansi i re., i quali eser¬ citarono maisempre un potere di¬ spotico (i). Sì fatto dispotismo, ol¬ tre d*’ impedire lo sviluppo d' ogni civilizzazione, mantenne perpetua- mente nella nazione umor tetro ed avversione alla giovialità. Gli è forse per tal motivo che l'Egitto nelPO- dìssea (5) vien chiamato amaro, r che ivi tutte le arti arrestarono i loro progressi. I capi d^ arte degli Egizj mancano affatto di grazia c del bello pittorico (6). Quindi la inazione delle figure caratterizza lo stile Egiziano (7). La tendenza del¬ la nazione alla serietà e alla malin¬ conia, conseguenza deìPop]iressione sotto cui viveva, non lasciò fiorire nè la musica nè la poesia (8). Nei tempi degli Dei la musica era ini¬ bita (9). La fribù de'sacerdoti si distin¬ gueva specialmente perlina costan¬ te gravità e per la severità ond'essi attendevano a se soli. A detta dello stoico Cheremone, non ridevano (i) Shuckford, Sarred and profane history of iÌie world connec led. voi. li. p. 35q. 36y. Ed. 11. ^2) Missione divina di Mosè provala co’principj de’deisti, Parie II p. 63. 99 8, Francfort 1^52. (3) Strabo 1. XVtl. p. iTy8. (4) Plutarch. p. 354. Synrs. de pvovidenlia p. 94. (5) Od. XVII. v. 44^- Vmmian. M ARCF.LL. lib. XXII. p. 254 Ed lilXD NBRO&. 4. Hamb. 1609. (6) Strabo lib. XVII. p. iiSq. Oùoèv syjt yy.pr.-.v ypy.'fiy.òv ^ cD.'kòc pavato- TTOViav èyjpc/.tvtt yy.Vlov . ('7) Winkelaiann storia delle arti. (8) Diodor. Ghrysostoai. orat. XI. pa^. 162. Ed. Moretti fol. Lntet. t6o4 AìyvKTiot<; a-h i^slvai ur/^Js iufj.sTpo)g }éys(73a.f., upds slvyj. Trolrirrtv rò yra/^aTrav, I9) Strabo lib. XVII, p, 1169.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0063.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


