Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![po ed introdurvi per 70 giorni del sale lisciviale. Le donne di rango e di bella forma non si consegnavano agPimbalsamatori che tre o quattro giorni dopo la morte^ perchè, giusta la testimonianza d’’Erodoto, si era¬ no avuti più esempj, che i pastofori aveano turpemente abusato de** ca¬ daveri delle medesime. 2,9. Diodoro ( 1 ) al racconto di Erodoto aggiunge queste circostan¬ ze: la prima maniera d'imbalsamare costava un talento d’ argento e la seconda venti mine. Lo scrittore sacro ( ) disegnava nel lato manco del cadavere il sito ove dovea fare il taglio il parasciste (^incisore), il quale , appena P avea eseguito, che se ne fuggiva, perchè i circostanti lo avrebbero lapidato , risguardando qual uomo odioso co¬ lui che feriva il corpo del loro ami¬ co defunto. Del resto la descrizione di Diodoro non diversifica quasi punto da quella di Erodoto. Ma il primo fa menzione di un’’ altra ma¬ niera d^imbalsamare, con cui si con¬ servavano i corpi nelP aspetto che aveano naturalmente in vita. 3o. Queste notizie ci guidano a due ridessi capaci d’interessare lo storico. Primieramente il contegno de*’ circostanti verso il parasciste prova evidentemente Pabborrimen- to degli Egizj a tutte le sezioni dei cadaveri. Quindi mancava aifatto Popportunità d'’indagare e scoprire la situazionela struttura e i rap- })orti mutui delle parti del corpo in istato sano e morboso. Secondaria¬ 67 con pratica si rozza, che la scienza non potea vantaggiare. Si estraeva pel naso il cervello con un ferro curvo, ec. 3 I. Inoltre abbiamo contezze sto¬ riche SLilP ignoranza de** sacerdoti Egiziani ne^iàmi elementi delPana- tomia e della fisiologia. Credevano p. e. comunemente che il cuore cre¬ scesse di peso due dramme ogiPaii- no fino al cinquantesimo, che poi andasse perdendo altrettanto, e che fosse questa la causa naturale della morte (2). Supponeva si (3), che dal dito mignolo della mano sini¬ stra arrivasse fino al cuore un ner¬ vo o un tendine, e perciò immer- gevasi quello nella bevanda desti¬ nata al sagrificio (4). Ciò fa cre¬ dere , che gli Egiziani mancassero onninamente di cognizioni anato¬ miche. Per conseguenza incorrono nella taccia d'ignoranti quegli scrit¬ tori che rintracciano i primordj del- Panatomia nelPEgitto. Allorché Pli¬ nio asserisce (5), che i re d'Egitto ordinaveno le sezioni de** cadaveri per investigare le cause delle ma¬ lattie, intende certamente di parlar de^^Tolomei., al cui tempo cade ap¬ punto Porigine delPanatonìia. Riferisce Plutarco (6) che gli Egizj solevano neVonviti collocare in mezzo adoro triclinj uno o-xsleror, onde i commensali fra la gioja non obliassero la morte. Silandro però a torto traduce questo vocabolo per eocsiccata hominis atque inter se corri pacta OS sa. KMvoy e Plutarco (7) dichiara ciò puramente del cadavere. (1) C. 91. p. loi. (2) Gkll. noct. aKic. 1. X. c. io. Macrob. snlurn. 1. VII. c. i3. p. 4^^' (3) Plin. ]. IX. c. 37. (4) Censorin. ile die naia!, c. 17. (5) Plin. lib. XlX. c. 5. (6) De coliviV. sei'tm sapient, p. 148. (7Ì Sympos. lib. Vili. p. 736. 'O riè zat ó 'T'/.ù-xòg Ini tot; vv/.p oì; '/i- yov£, lotSopo'Juév/ig zà ò'Jou.y.zu. ^^ipó TyjTog.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0071.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


