Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![Si sa pure, che posseggono uno specifico attivissimo ed utilissime» contro le morsicature de'serpenli velenosi. Esso agisce principalmen¬ te come un op})ialo forte, e (juasi sempre arreca la guarigione (i). IV. Stato delia Medicina p/'esso i Gi eci più antichi innanzi il co- minciamento delle Olimpiadi. 49. Anche nella Grecia, ove in aj)presso spiegaronsi i più bei fiori e mostraronsi i frutti più ec(:elle.nti dello spirito umano, lo stato primi¬ tivo delbarte salutare non dilìerì da quello delle altre barbare nazioni (v. sez. prima 4 seg.) L'Egitto era stato da gran tempo ridotto daTa- raoni in uno stato organizzato. I Fenicj vi tenevano un esteso com¬ mercio, mentre gli abitanti della penisola detta poscia Eliade vive¬ vano nelle spelonche da nomadi in¬ coltissimi, nè* sapevano difendersi da'raggi cocenti del sole, nè dal freddo^ ed ignari dei primi elemen¬ ti d'’agricoltura mangi-avano erbe e radici (a). Quando i figli di Giacobbe reca- ronsi in Egitto, i Pelasgi, che dalle spiagge Joniche eransi trasferiti nel¬ la Grecia, tentarono d‘’allontanarsi da quella vita selvaggia con vestii si di pelli d^animali. e con cibarsi del¬ le dolci frutta della Qi/ercus Esca- lus ( (3), ossia d’’Ischio. Queste frutta formarono per lun¬ go tempo Punico alimento de'’Pela- sgi, come lo è anche oggidì de' Ma- rocchesi (4). 5o. In seguito, oltre di loro, varj altri pojioli emigrarono dalPAsia minore, e in [larte anche dalla Fe¬ nicia e (lalfEgitto, cacciarono gli abitanti cj'iginarj della Grecia, e in¬ trodussero, in un colle arti atte a render lavila più comoda, i lor co¬ stumi pili miti e i loro riti religiosi. I lor condottieri si distinsero, come è ben da vedersi, non solo ])er va¬ lor personale, ma specialmente per prudenza e jier cognizioni straordi¬ narie. Con queste si procacciarono presso la moltitudine il concetto di nunzj e confidenti della divinità, per le cui immediate ispirazioni ef¬ fettuassero tutte le azioni benefiche. Questi eroi rejiutati come figli di Dei e come vati o indovini ( aavrig) comunicarono la loro sovrumana dottrina alle loro rispettive fami¬ glie: e queste la mantennero in re¬ taggio in un col nome. Di qua ebbe origine la denominazione di esse, perchè ogni individuo co'suoi ta¬ lenti e colle sue cognizioni prendea parte nella fama de'suoi antenati. Melampo fra gli Argivi, Orfeo fra i Traci, Tiresia fra i Tebani, Baci fra gli Ateniesi era il nome collettivo delle famiglie de'vati che aveano gettali i primi semi di coltura pres¬ so questi varj popoli. Lo stesso sarà probaliilmente avvenuto di Ercole e del ])adre de poeti Omero. Vedre¬ mo in seguito, se anche Ippocrate nelPepoca storica degli Ellenj, e no¬ me collettivo nella tribù degli A- sclepiadi. 5 I. Que'prischi eroi avran posse¬ duta naturalmente anche l'arte di guarir malattie col placare le divini¬ tà. Siccome furon essi i primi ad (1) Patterson, viaggi paese degli Otlentotli e de’Catfri, p. i65. Trad. dal- l’Ingl. da Forster 8 Beri. 1790. (2) Trucyd. de bello pelopomieiis. 1. I. c. 2. p. G, ed PADi.n. f\. Lips. 1790. (3) Pausan. I. Vili, ('. I. p. 349. (4j V. le mie Auliq. botali, p. 25.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0082.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


