Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![5? plico ai poemi Omerici, e Metrodoro di Lampsaco ( i) alle opere dei poe¬ ti antichi:, allegoria, in cui tra vagliò specialnu lite Platone, e che poi nel¬ le scuole lìlosollche posteriori, mas¬ sime nelPAlessandrina, degenerò in urrinterpretazione il più delle volte ridicola. 69. La principale divinità medica dei Greci è Feho Apollo, che con- lòndesi con Peone e spesso ezian¬ dio con Esculapio. Ma in Omero questi Dei sono distinti. Solo ne- grinni di Orfeo Apollo vien chia¬ mato liatav. Peone in Omero è il medico de¬ gli Dei, il quale, come fa con noi uno deMostri medici, li cura ogni qualvolta vengon feriti. Egli applica de*’cataplasmi calmanti ( Tràcra-Trv^, C0Ì quali si arresta il sangue gemente dalle ferite degli Dei. FaceVansi questi cataplasmi specialmente col sugo di capritic<. ^ Òttoc ) (2). Anche neir Odissea (3) gli Egizj, già famosi per le loro co¬ gnizioni mediche, credonsi del san¬ gue di Peone. Gli scoliasti opinano che in questo luogo non s’’intenda fatta menzione dV4pollo. Dicono per¬ ciò esser questo un medico diverso da Apollo (4). Altrove si spiegano ancor più precisamente: Peone è atfatto diverso da Apollo^ lo che „ si arguisce da pjsiodo, il quale te- „ me., che non lo salvi dalla morte „ Feho Apollo, o])pure Peone che „ conosce tutti i rimedj (5). „ Eustazio deriva questo nome da TT/.tw ^ j ( h )• È del mede¬ simo parere lo scoliaste d'Aristofa- ne etimologizzando l'ode, tiaiàv da e distinguendola per tal modo dal nome del medico degli Dei (7). Da uno squarcio di Esiodo ripor¬ tato da Eustazio rilevasi, che nep¬ pure quesFantico poeta confuse A- pollo con Peone. Aè tam})oco se- gnonne traccia nella sua teogonia, non avendo allìdato ad Apollo ve¬ runa ispezione medica. Abbiamo un'elegia di Solone ( O- limpiade XL\. 600. anni a. C. ), in cui fa dapprima menzione d'Apollo e de'’suoi sacerdoti, poi de'’medici che appresero i loro rimedj da Peo¬ ne. Quindi si arguisce, che a'^tempi del legislatore d'Atene amhidue que¬ sti soggetti eran distinti (8). Havvi l'inno ad Apollo che viene attribuito ad Omero, ch'^è però pro¬ babilmente un miscuglio di varj pez¬ zi, i quali fino da’tempi del Licio Oleno cantavansi ne’tempj e nelle feste degli Dei (9), e che fu com¬ posto da un Omerista, forse Cineto (i) Tatian. Assyr. orai, contra Graecos, c. 21. p. 2'^8. Ed. Venet. fol. i747' Ilavra et? àXk'/i'yo2(-av ^aera^wv. (а) Il V. 401. 899. sg. (3) Odyss. IV. 282. (4) Schob ViLLOisoN ad. II. E. v. 899. p. i55. órt ’ttx.xpòv irepov ny.pòr. tov ’A7r&7).wva TiapciSISoì'tl oòto?. (5) Eust. in Odyss. 282. p. 66, Ed. Bas. f. i558, Oatvjwv, iyrpòq IxEpoQ wv ’AttoX/mvoi; ■, w? xat 'Ho'to'^o; Srilol ^ sìnc^v. Et p.-/} ’AttÓÀÀw? , ttotSog ex davctTOU cró)(TSi , vi Uai-VMV , 0? Travrwv tpa^fxaxa otde, (б) Schob in II. A. 473. p. 33. (y) Schol. in Aristoph. pini. v. 636. (8) Brunck. analect. veter. poetar, graec. voi, I. p. 67. .... rdSs Travxw? Où<5'é Ttg otwvo? p'jxcTCit, o'j^' iepà, OvX ot riatcòvo? 7ro)iUipàfxaxav epyov ey^ovni; ’Hr^o't, xai rot; ovSh ìmart reXo;. (9) Herodot, 1. IV. c. 35 p. 341-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0088.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


