Fisiologia dell 'uomo sulle Alpi : studii fatti sul Monte Rosa / da Angelo Mosso.
- Angelo Mosso
- Date:
- 1897
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Credit: Fisiologia dell 'uomo sulle Alpi : studii fatti sul Monte Rosa / da Angelo Mosso. Source: Wellcome Collection.
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![metà coll'altro, oppure il naso con un colore e le guancie con un al- tro. Generalmente era tutta la faccia, o il dorso delle mani che veni- vano tinti colla medesima sostanza. Non riferisco nei loro parti- colari queste esperienze. 11 lettore capirà che esse contribuirono a tenerci allegri. Anche le carovane che venivano in contatto colla nostra spedizione si esilaravano a questa mascherata. La conclusione fu, che basta tingersi il volto con un sughero bruciato, perchè la pelle non si infiammi. La protezione che dà contro i'raggi del sole uno strato leggero di fumo è tanto evi- dente che chi la prova l'adotta subito. I corpi grassi non può dirsi che siano affatto inutili, perchè impediscono una evaporazione troppo rapida alla superficie della pelle; ma essi non proteggono la pelle dall'azione irritante dei raggi violetti. La vasellina, la lanolina e il cold-cream non si mo- strarono efficaci. IL Il riflesso della luce sulla neve produce varie malattie degli occhi, le quali cominciarono a studiarsi verso la fine del secolo scorso. Nel 1793 il governo rivoluzionario di Francia, dopo man- dati il re e la regina al supplizio, voleva fare alleanza col Pie- monte. Amedeo III non si degnò neppure di ricevere l'ambascia- tore francese ed allestì a guerra la Savoia e Nizza. In quell'anno i soldati piemontesi, attraversando spesso d'inverno il Moncenisio e il San Bernardo, soffrirono così di male agli occhi, come prima non era mai capitato a centinaia di persone alla volta. Gli scritti che si pubblicarono su questo argomento sono molto numerosi ed io non mi fermerò certo a parlarne diffusa- mente \ Dirò solo qualche parola intorno alle osservazioni che ho fatto. Una volta al Colle del Teodulo vidi che bastò una gita al Breit- horn, senza occhiali, perchè un alpinista si sfigurasse tutto. Ma se lo meritò, perchè era una specie di Tartarin che andava per la prima volta sul ghiacciaio e non voleva dar retta alle guide. Ce- nammo con 1' ostessa, la signora Pesson, e non mi accorsi di nulla; al mattino svegliandosi aveva le palpebre tanto gonfie che non poteva più aprirle. Mi convinsi che può realmente capitare (pianto si racconta dal dott. Paccard. Quando scese dal Monte ] J. W. Hofmann, Ueber die Schneeblhidheit. Mittheil. deutsch. tt. Oester. Al- penvereine, N. 6, 1886, pag. 64.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b20412770_0332.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)