Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria.
- Giovanni Battista Beccaria
- Date:
- 1753
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Credit: Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria. Source: Wellcome Collection.
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![242* R I S P picciuoli , ed anche gli fofpcnde . 708. Cenfura. Qui di nuovo alla pag. zy. fi vorrebbe farmi rifHettere, che l’elettricità della macchina è Tempre più debole delPelet- 'tricità della catena . 709. Rifpofia. Ma ognun vede quanto be¬ ne ci fi è rimettuto di fopra,dove abbiamo provato, che la propofizione è convinta di faifità dall’efperienza,che può pigliare chiun¬ que in tempo proprio con un ifolamento perfetto, e che confeguentemente non han¬ no fuflìftcnza le illazioni , che fe ne deriva¬ no. Nuli adimeno facciamovi pur, giacche co sì fi vuole, un’altra rifleflìone . Perchè l’e¬ lettricità dell’ uomo, che ifolato comunica— per un fìl di refe colla catena, differifee folo nella debolezza dall’elettricità della catena, quefP uomo riceve alcune poche fcintille dal* la catena, che,s’egli è ben ifolato, s’indebo- lilcono ,e ceifano ; dunque fe l’elettricità del¬ la màcchina differifTe folo per la debolezza dall’elettricità della catena, le fcintille tra—. la macchina, c catena ifolate farebbòno fuc* celfivamente minori, e finalmente cefiereb- bono ; ma quelle fono coflantetssente malli- me, ed eguali, e non ceifano mai; Dunque l’elettricità della macchina non nella debo¬ lezza , ma nella contrarietà diderifee dall’ elettricità della catena. 710. Esperienza, p. zy. z8. Uno ifolato, che tocchi o la macchina, o la catena , avvicini un dito al vetro (impicciato ; nell’ uno, e nell’ altro cafo fi vede la lucente elettrica materia pollarli continuamente dal dito di lui ai vetro. yn.RSpofia. Primieramente fuppongo , ciò che fi fai ebbe dovut® dichiarare, che il dito li prefenti^ alle parti (impicciate del ve¬ tro avanti che pallino in contatto della catena; che altrimenti fui dito deli’uomo comparirà o niuna, o pochiffima luce; indi dico, che fe l’uomo appartiene alia catena, farà il fuo dito il capo della catena , che non da à al vetro , ma riceverà d i effo la luce elettrica In fatti, fe quell’homo in vece 'dei dito'pre¬ feriti una punta, fi vedrà fu effa la flelierta più fìnta, e diliinta , che fui dito li efpande di più , ed è più divifa. Se l’uomo appartiene alla macchina il dito di lui involerà fimiimen te alle patti (impicciate del vetro i! vapore, che ritornando per efs' uomo nella macchina Bon lafcerà,che s’elettrizzi la carena, o almeno non lafcerà che s’ eletti iszi atfai forrem nte ; e di be» nuovo, fe fi preferiti una punta, fi ved à la (Villetta più diftinta . yiz Efperienza, Su gli angoli d’un p a e 311* 1 ) e pipeao m ferroappartenenteallacatena com- OSTA paiono fpontaneamente pennoncelli di luce . Se fi prefenta loro una punta alla diflanza di un palmo compare fu effa una luce ( cioè la belletta elettrica ); e i raggi del fiocco fi ren¬ dono più vivi, e divèrgenti. Tutto quello s’offerva, benché con forza minore, fe il pa- rallelepipedocomunica colla macchina (p 28) 713. RiSpofla. Il fatto appunto fuccede co¬ me dee fuccedere fecondo il mio capo primo, e fecondo il capo terzo . Gli angoli del pa¬ rallelepipedo unito alla catena danno il fiocco; gli angoli d’efio unito alla macchina moflra- no la flelletta ; la punta prefentata loro nel primo cafo moftra la flelletta; la punta prefen¬ tata loro nel fecondo cafo dà il fiocco ; fa-* quella punta s’avvicini loro di molto il fioc¬ co fi piega verfo quella, e accade quanto ne* num. 2i]., zi4. dico, che dee accadere, e di che mi fervo per confermar la mia teoria . 714. Esperienza. Se due uomini , uno , che comunichi colla macchina , 1* altro , ch’abbia in mano l’eflremirà della catena, flropicciàno inficine il medefimo globo fensa toccarfì, fi hanno nella catena, e nella macchina i me- j* defimi fenomeni, che fi hanno quando la ca¬ tena non ferve a (Impicciar il globo . ( p, 31) 715. RiSpofla . Per vedere cofa operi lo ^ (Iropicciamento, aò che qui unicamente-* fi ricerca , tolgo la catena dal contatto del vetro, e ne do il capo in mano ad un uomo, refiando l’altr’uomo in contatto della mac¬ china; ed allora, fe i due uomini flropicciàno inegualmente, chi firopiccia meno diventa catena , chi (Impiccia più diventa macchina; e, come lo flropicciamerito d’un folo nel cafo comune è il principio, che determina il vapore a circolare dal corpo .(Impicciati¬ le il vetro nella catena, che non illropiccia nulla affatto; così J’ecceffo dello (Iropiccia- mento d’uno in quello cafo determina alcu¬ na parte di vapore a circolare dal corpo, che (Impiccia più, nel corpo 9 che (Impiccia me¬ no. Che fe i due uomini s’accordino a (Im¬ picciar egualmente, né Puno, nè l’altro dà fegni elettrici. Si può far quell’efperieMZa con due cufcinetti eguali, e Amili, che da pefi eguali fieno determinati a (impicciar egual¬ mente il vetro comunicando uno colla ca¬ tena , c 1* altro colla macchina ; ed allora P esperienza farà più efatta , e non farà fog- guta al capriccio di eh’ (Impiccia . E la ra¬ gione dei fatto étnaiufidia: quanto vapore una mano lafcia fu putiti del vetro , che*-» partono da lei , altrettanto ne riceve per la parte oppofia da’punti dei vetro, che fono egualmente caricati ; e fe le avvicinano; c - sì t](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30525184_0256.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


