Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria.
- Giovanni Battista Beccaria
- Date:
- 1753
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Credit: Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria. Source: Wellcome Collection.
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![nel fuolo il vapore t\ eh3 ella può perde*9 re, o die può fucceflìvamente ricevere per megzo de* fegni, E all* oppofio dalia mac¬ china nella catena ifolata non paffa, che«a il vapore, che può contenere la catena ifo* lata; onde il difetto della macchina nel pri¬ mo cafo può effer maggior , che nel fecondo0 ^721. Quejiione, Perchè fe alia macchina-* s’athgge una fpranghetta metallica, la di cui eftremità fia affai vicina al vetro , firopic- ciandofi quello, appena alcun elettrico fegno nella catena fi feorge? ( p. 3$ ) 722. Rifpofla. Perchè il vetro caricato dà il fuo vapore al primo corpo che incontra ; fi volga il vetro con direzione oppofia ; Pic¬ chè la parte di lui , che abbandona la mano incontri prima la catena, e poi la fpranghet¬ ta ; la catena fi caricherà, e la fpranghetta offervata al buio appena lucerà . 72j. Queflione, Perchè comunicando col fuolo la catena , ed offendo fìtta nella mac¬ china tale fpranghetta non fi manifefiano fen- fibilmente nella macchina i fegni elettrici? 724. Rtfpofia. Perchè per la fpranghetta la macchina ricupera quello, ch’ella perde— per una parte di un giro dei globo eguale alia diftanza della fpranghetta dalla mano» Fate, che le parti del globo ilropicciate— paffino prima vicino alia catena , che alla Ipranghetta , e la macchina comparirà elet¬ trica , 715. Cenfura [ fi veda la pag. 35. , e i<S> della lettera ). Se per Io firepicciamento fi porca il vapor elettrico dalla macchina al ve¬ tro , e dal vetro entra nella catena , quanto piu corta fata la catena, altrettanto più for¬ te dovrà effere l’elettricità di quelli; che fi troverebbe la medefmn quantità di vapor elettrico diffufa in uno fpazio minore. 726* Rtfpofia. Si veda il mio Capo III. t e s’mtenderà, che le catene ricevono tanto ■ vapore, quanto può equilibrarli col vapor , che s’accumula fui vetro; e che il vapor, che in diverfe carene fi equilibra col vapor accu¬ mulato fu! vetrone proporzionale ad alcuna diluendone delle catene medefime; e a que- fio s’ aggiunga , che il dipiù del vapore ac- cumulato fui vetro, e riportato dall* ifteffo globo alla inano e 727. Efì-erlenza . L Se un Uomo ifolato tenga in mano l’eftremità della catena, e— firopicci il vetro lenza toccar la macchina ifoiata fi offerva debolifiìma l’elettricità del¬ la macchina , e della catena. II. Se in que- fìo fperimento fi affigge alla macchina una fpranghetta,che refii vicina al vetro, crefce ma- sì tutto il vapore, che manca alia macchina, alla catena, ed agii uomini ftropìcciamfìfarà tanto, quanto fe ne può accumulare fui glo¬ bo in una parte d’un giro di lui eguale all’ arco, per cui difìano le manifiropiccianti; eonfeguentemente una quantità infinitamen¬ te piccola. Ma fe una mano da una parte itropiccia il vetro, e dall’ altra s’adatta la catena, allora la parte del vetro, che con¬ tinuamente abbandona la mano, farà fem* pre caricata di vapóre , che fi diffonde con¬ tinuamente nella catena, venendone al con¬ tatto di lei, avanti che la parte del vetro ca¬ ricato ritorni alia mano; fìcchè alla mano ritornerà tempre il vetro fcaricato, riceve¬ rà fempre nuovo vapore, e fèmpre altro ne porterà nella catena, finché il vapore difiu- fo in effa fi equilibri col vapor, di che lam¬ inano può ulteriormente caricar il vetro; nè però allora il vapore della catena potràric- correre nella mano ; che quella per una par¬ te fomminifirerà continuamente tanto vapo¬ re , quanto fi equilibri coi vapor della cate¬ na; e sì per quella, che per 1* afira par¬ te refterà ifolata per rìfpeno alla catena- dalia fuperficie del vetro, lungo cui non può ifeorrere il vapor elettrico. 716. Efperienza. Se fi firopicci il vetro ifolata la macchina*, e toltala catena, macchina non dà fegno elettrico .[ p. 33 ] Rtfpofia , II che appunto conferma quanto dicevamo : tornerà alla mano il vetro cari¬ cato, e renderà ad effa il poco vapore, che da effa ha potuto ricevere in una parte di rotazione eguale alla difianza de’punti del vetro, che abbandonano la mano, da’ pun ti, che fe le avvicinano; onde pochifiimo vapore circolerà dalle diti fu! vetro nella— palma della mano, che non produrrà nella macchina difetto fenfibile. 717. Efperienza. Effendo ifoiata la catena, la macchina non ifoiata, ed il fuolo norm danno» fegni elettrici ad un Uomo ifolato ; dunque il vapor accumulato mellacatena non è vapore tolto dalla macchina, nè dal fuo¬ lo ; che altrimenti quelli campar irebbono di- fettofi . ( p 34) 1 ! 718 Rtfpofia. Il vapor, che fi può per una catena torre al fuolo genera un diletto, che difiribuito nel fuolo è una quantità infi iute volte infinitamente piccola. 7l9' Quefhone. Perchè i fegni nella mac china fono più vivi non effendo ifolata ia_* catena ? [ p. 35]^ 720. Rtfpofia. Perchè per la catena non_» ifolata tutto fi può interamente diffonder](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30525184_0257.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


