Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria.
- Giovanni Battista Beccaria
- Date:
- 1753
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Credit: Dell'elettricismo artificiale e naturale libri due / Di Giambatista Beccaria. Source: Wellcome Collection.
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![AD UNA CRITIC nirc contro fe, e contro la Tua direzione-»» E Co pur anche , che alieno con facilità eguale ìq concepisco , che la effluente polla ella trarre i corpicciuoli, e che poffa muo¬ vere verfo fe la materia affluente , per cui poi fi muovano i corpiccioli medefìmi. 71l' Efperienza. Sulla punta d* unafpran- ga ifolata, dittante dal globo alcun pollice compare una fiammella; fefi tocca la fpran* ga la fiammella crefce ( 40), 71%. fLifpofta Cioè compare la flelletta»# indicio del vapor, efie entra; fe fi tocca fa fpranga , ella ne riceve continuamente ; per¬ chè lo può continuamente difpergere; onde la ttelletta è continua, e più viva. Sul ve¬ tro ove il vapor è]più rado non compare; com¬ pare falla punta, ove ifvapor s’unifce> e fi muove. fi!• Efperienza. Si attacchi al capo della catena, che refi! due pollici dittante dal glo¬ bo un filo pieghevole, e che poffa arrivar al vetro* Stropicciandoli il yerro, il filo ne è tratto, indi rifòinto; toccandoli la catena, li filo di bel nuovo n* è tratto. (42) 7il?, Eifpofta. Ne è tratto finché per etto s* elecrizzi egualmente la fpranga, che il vetro; fe fi tocchi la fpranga, ella continuamente^ difperderl quel, che riceve per il filo ; onde il filo tempre farà meno elettrico del vetro; e ne farà Tempre trattogli veda il mio capo II*)„E dopo tutto quello iodico beniffimo, ciò, che ho provato nell*opera mia, e ciò, che confermano a maraviglia naolti /perimenti di quella jrifpofta; che la materia elettrica parte , L vetr0 » cd entra nell* efiremità del filo per diffonderli nella catena. 71$• E quelle fono le difficoltà, efperien* ze, e quettioni , che fi obbicttano alla teo¬ ria d^l mio primo capo, deile quali ninna— affatto , come fi può vedere dalla lettera ano¬ nima io ho diffimulato ; e le quali tutte ad ^kro appunto non fervendo , efie a corro- A ANONIMA, 245 bprare, e conietmare Ja teoria tnedeiima s mi danno occafione di congratularmi meco tteffo , facendomi vedere, che ho pur efeguiu Fimprefa, a cui mi fono accinto, affai me¬ glio di quello, che confederando la tenuità de* miei talenti, e la grandezza dell’opera» avrei dovuto fperare- Imperocché non ho io giammai collocata la mia riputazione in far cofe irreprenfibili ; che , come ho iiu? proverbio ,v* è una fol Torta d’Uomini, che non hanno mai difettato , e fono quelli » che non mai hanno operato nulla , i quali confeguentemente fono Tempre fiati difpottif- fimi a riprender tutto; ma bensì ho credu¬ to, che battaffe al decoro pilo la mia buona opera, ed intenzione/ 736. Chi leggerà la lettera anonima trove¬ rà, com* io diceva, che in effa non v*han¬ no difficoltà appartenenti alla materia , cui non abbia io qui efpofie molto ingenuamen¬ te ; e fe vi feorgerà altre riprenfiòni, vedrà inficine, che elle non hanno nulla che'fare con l’Elettricità , e che fono d’un certo or¬ dine, che nè impegnano l’arte «dello Speri¬ mentare a formare rifpotta, nè vuol , che ad ette fi rifponda, la foienza de’coflumi, e nul¬ la meglio , che il mio fiienaio vale a libe¬ rarne me, e a volgerle jn danno del proprio Autore. Com* anco il mio filenzio, e la let¬ tura fola di quetta mia opera appretto agli ottimi conofcàori delle cofe tìfiche avrebbe battalo a giuflificarla» ma, perchè appunto chi fenve al pubblico non Colo a* più giu di- ziofi difcermtori ,ma anche a quelli è in ale cuna mamera debitore , cui batta vedere ri- prefa on opera, per crederla confutata ; mi- fono determinato a mottrare una volta per iempre in che conto fi debbano tenere !<=» cenfure, nelle quali, non avendo fautoreal- tro*a proporre, che cavilli, e parole oziofe, dee perfine jragognarfi di porvi il proprio n-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30525184_0259.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


