Volume 1
Storia della letteratura italiana / del cav. abate Girolamo Tiraboschi.
- Girolamo Tiraboschi
- Date:
- 1805-13
Licence: Public Domain Mark
Credit: Storia della letteratura italiana / del cav. abate Girolamo Tiraboschi. Source: Wellcome Collection.
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![(ne 324 STORIA DELLA LETTER. ITAL. 3” b) Pe; 3” 39 FE) 2° PL) th) ® cò) bb) 9? * % è) ” to) n » Fx] Lal 29 » th] tà) eLi 2) 53) * (*) Questo celebre passo di Plinio, e quelle parole excepisse medicos , so» Pe icoltà mi ha pro» bant. Ideo templum Aesculapii, etiam cum ‘reciperetur is Deus, extra ur- bem fecisse, iterumque in insula traduntur. Et cum Graecòs Italia pel» lerent, excèpisse medicos. Augebo providentiam illorum , ec, è ,, I membro dove dicesi ercepisse medicos è una continuazione del mem» bro antecedente , col qual si unisce colla semplice congiunzione et, Adun- que per conoscere se l’ excipere ha senso favorevole a’ medici, 0, come voi Pintendete, contrario, è da vedere se ciò che precede, faccia senso cou» | trario, 0 favorevole. Ora potrebbe dirsi che il fa favorevole, 1, Percioc- chè ivi si dice, che furon due templi eretti ad Esculapio: il che certamene te non può aver notato Plinio quasi cosa significante avversione a’ medici, Che se vi venisse in mente di dire che per l’avversione a’ medici fossero quelli eretti non dentro la città , ma fuòri: primieramente dico che se ciò indicasse avversione, sarebbe questa anzi verso Esculapio ( il che fa a calci coll’ erezione de templi ) che verso i medici. Ma poi tal riflessione è svene tata da ciò che nota P_ Vittore ( Regione 4 ): In insula aedis Jovis et AEsculapii et aedes Fauni. Direm noi che fossero i Romani contrarj a Giove ed a Fauno? Plutarco alla quist. 94. delle romane tre ragioni accen- na perchè si fabbricasse il tempio d’Esculapio fuor di città, +. Perchè i Greci il solevano fabbricare fuori in aria aperta e salubre. 2, Perchè gli | Epidaurii, da’ quali erasi avuto quel nume, ne aveano il tempio lungi di città. 3. Perchè essendo dalla nave che il portava, uscita una serpe, cre» . dettesi ch’ Esculapio stesso avesse con ciò segnato il sito del tempio. ,»» 2. Confermasi la stessa cosa da quel che immediatamente precede al tes sto sopraccitato dove Plinio dice: Quid ergo damnatam ab eo rem utilis= simam credimus ? minime hercules ; poi seguita a dire che ivi Catone ri. vecchiezza: e dichiara d’ aver un libro di rimedj per curare il figlio e i fa. migliari. Questo racconto dinota che non la scienza e l’ uso della medici. . na, ma sibbene la guadagneria si condannava, e la.viziosa maniera d’ esere citarla; come ora parlerebbe chi ragionasse de’ cavillosi artifizj de’ causidi. ci: non rem damna, sed artem, Col nome d’arte non intendesi la scienza dei mali e de’ rimedj, alla quale Catone stesso erasi applicato, ma si pren» de in mala parte per cattivo e sordido artifizio. Comprovasi colle parole. che seguono dopo l’ excepisse medicos , cioè augebo providentiam illorum, quasi dicesse : tanto son lungi dal togliere a’ Romani il vantaggio che può venire da’ medici, ma 1’ accrescerò eziandio : non vo’ togliere ?' arte medica, ma migliorarla anzi ed ampliarla ; il che avea già Plinio accennato poco so=_ pra ‘col dire: quae nunc nos tractamus,.,, quer nos per genera usus sul digerimus; e tanto eseguisce spiegando ordinatamente i varj generi di me» cicine: laonde dice alla sezione nona: Ordiemur autem a confessis, ec, Tn somma tutto sembra camminar bene, quando in poco riducasi il discorso; di Minio così: Gatone avvisa il figlio di guardarsi da’ Greci, massimamente. da’ medici. Che dunque? Crederem noi ch’ egli una cosa tanto utile ripros vasse? { coerenteniente a quel che precede, adopera Plinio il vocabolo rem](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33088937_0001_0390.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)