Volume 1
Storia della letteratura italiana / del cav. abate Girolamo Tiraboschi.
- Girolamo Tiraboschi
- Date:
- 1805-13
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Credit: Storia della letteratura italiana / del cav. abate Girolamo Tiraboschi. Source: Wellcome Collection.
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![di giurisprudenza; ma molti ciò non ostante accorrevano ad udire le saggie risposte che egli dava a coloro che a lui veni- vano per consiglio ; e questo stesso era utilissimo magistero, di cui Cicerone: confessa di essersi giovato assai ( De CI. Orat. n. 89). A un profondo saper delle leggi congiunge- va egli una robusta eloquenza. Quindi Crasso presso Cice- rone di lui parlando così dice (De Orat. I. I, rm 39):Q. Sc@vola aqualis et collega meus, homo omnium c£ disciplina juris civilis eruditissimus s et INgenio pri= dentiaque acutissimus , et oratione maxime limatus atquesubtilis; atque,ut ego soleo dicere, Jurisperitorum eloquentissimus , eloquentium ]urisperitissimus. Quin- tiltano ancora gli dà luogo tra quelli che nella giurisprudenza insieme e nell’eloquenza eransi acquistati gran nome (7. 10 c. 3). Uomo al medesimo tempo di probità insigne era a tutta la repubblica esempio e modello d’ ogni più. bella virtù. Memorabile è il fatto che di lui narra Tul- lio ( De Offic. I. 3, n. 15), cioè che volendo egli are acquisto di un campo, e, fattane già la stima ; avendo cercato al venditor di vederlo, poichè ebbelo esami- nato , disse spontaneamente che il prezzo a cui era stato sti- mato, non ne uguagliava il valore, e una somma assai mag» giore gliene fece contare. Per questa sua integrità fu in odio a quelli a cui essa era e un spiacevol rimprovero e un rigido freno ( Cie. pro Plancio n. 13);€ questa per avventura fu la cagione dell’infelice sua morte; perciocchè egli ne’ fu- nerali di C. Mario fu per mano di uno scellerato crudel- mente ucciso (id. pro Roscio Amer. n. 12). Intorno a uesto e agli altri Scevola che furon celebri in Roma singo- pl 94 pel loro sapere nella giurisprudenza, veggansi le annotazioni del p. Gioseppantonio Cantova della Compa. gnia di Gesù poste al fine del primo libro dell’Oratore di Cicerone, da lui di fresco tradotto, e dato alle stampe; nel- le quali con diligenza assai maggiore che non abbian fatto comunemente gli altri spositori, ha accuratamente distinte ed esaminate le cose che a ciaschedun di essi appartengono. Quegli dicuiqui favelliamo, fu certamenteuno de’ più illustri ‘giureconsulti che vivessero in Roma, e secondo il parere del Terrasson ( Hist. de la Jurisprud. rom p. 229) e di ‘molti altri scrittori fu egli il primo che a qualche ordine e Tom. I. P. II 22](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33088937_0001_0401.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)