L'esercizio della chirurgia in Sicilia dal XIV al XVIII secolo / [Giuseppe Pitrè].
- Giuseppe Pitrè
- Date:
- 1905
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Credit: L'esercizio della chirurgia in Sicilia dal XIV al XVIII secolo / [Giuseppe Pitrè]. Source: Wellcome Collection.
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![ceratili e delie fattucchiere, i hindi protoni elicali erano costanti nel ripetere agli impostori inibizioni e minicce. E “ perdio su multi pirsuni li quali non avendo privilegio , ne essendo esaminati fanno officio di medicare in Chirurgia tanto in questa città ed in esso territorio in dis¬ servizio di Dio, di S. M. e grave danno delti poveri infirmi, ed ancora multi chi acchianano in banco, donne ed ancora omini, dispensano ri- rnedij, e fanno quelli pigliali a li pirsuni pri bucca e medicanu cu lana et ogglio ed acqua, et pezzi di diversi feriti, e piaghe, in prejudicio dell’infìrmi il Pretore di Palermo, ai 28 Novembre del 1572, ordinava e comandava che “ nun sia nissuno chi munti in banco seu ciarlatano, chi digia dispensari rimedio nissuno di medicamento chi si piglia pri bucca, chi primu non abbia avuto la licenza di sua spettabili signoria La cura delle ferite con lana ed olio schietto o misto ad acqua po¬ tabile era comunissima; e v’erano in Palermo famiglie che ne godevano il privilegio sia come dono soprannaturale, sia come concessione delle autorità. I Potenzano eran di queste; ed uno storico della fine del cinque e del seicento racconta che il nobile u D. Giovanni Agliata, giostrandosi nel piano del palagio (Piazza Vittoria) con D. Carlo d’Àragona, Duca di Terranova, gli ruppe 1’ arnese e lo ferì nel Iato sinistro ; per la qual ferita fu il Duca per lasciargli la vita: ma finalmente guarì per mano d’un de’ Potenzani, che facea professione di medicina con l’orazione, e lana ed olio essendo stato [il detto ferito] disperato dai medici „ (1). Particolareggiando nel personale esercente, un decennio innanzi, il 21 Febbraio del 1568, esso Pretore avea rilevato il gravissimo incon¬ veniente di “ quelli li quali hanno licentia di medicari di piagha, e ve- dino urina ordinando sciroppi, et medicini, pilloli et altri cosi spec- tanti et pertinenti alli dottori di phisica „ ; e però ordinava e coman¬ dava che “ detti medici di piagha non si intromittessero a vidiri urini, ordinari sciroppi et medicare, ne [fari] sagnia et altri cosi spectanti et pertinenti alli dutturi di phisica Ed il 2 Dicembre del 1566 tornava sul medesimo abuso, cioè che “ molte persone, tirati (sic) dalla cupidità del denaro, senza nissuna gratia, non solamente medicano piaghe, fanno untioni per mal francese, [ma ancora] acconciano rotture et dislocature di ossa poco curando del male del prossimo, senza timore di Dio benedetto et delti loro coscienti)’, causando con la loro ignoranza molti danni (1) Vincenzo Di Giovanni, Gentiluomo palermitano, Del Palermo restaurato, lib. Ili, p. 301, in Biblioteca del Di Marzo, v. X.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30608247_0013.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)