Del conoscere le infermità che avvengono al cavallo et al bve, co' rimedij à ciascheduna di esse / di Gio. Antonio Cito napolitano libri tre. Aggivnti alla Gloria del cavallo.
- Cito, Giovanni Antonio, active 1585.
- Date:
- 1589
Licence: Public Domain Mark
Credit: Del conoscere le infermità che avvengono al cavallo et al bve, co' rimedij à ciascheduna di esse / di Gio. Antonio Cito napolitano libri tre. Aggivnti alla Gloria del cavallo. Source: Wellcome Collection.
71/158 (page 55)
![Î A, E. LI . sh BE i N MA N 2 art x - - iii uu! a pa TIA CRIS e sdrc Reit SE GON DO. dif gr Fare? Toga + le difeftro all'animale non fi perda tempo più di dieci giorni pur chenon fia caduto di luogo alto, & non l'affaticare ma fe non cafca da luogo alto dico fi può affaticare, perche non è membro s che gl'im- pedifta la forza,che haue[]è da fare. Le corna non fon membro,che hab- bia da farmoto : ma l'ha fatto; acciò che detto animale ft haueffe doue legare, <&y poi anco per adornarlo:<y quando detto Bue hauefe la corna rotta,e che dal primo giorno della rottura, ò dila d tre, 0 quattro giornt liufciffe fangue dalle narici s & quefto é canfailmeato della corna , che corrifpode col meato delle narici poiche come fi rompe la corna il fangue fene, ma quando interuien questo, bifogna alzar molte uolte la tefta al Bue, < uerfo la parte del corno rotto, a talche la putrofattione del Sangue marcito dentro ne pofa ufcire da detta piaga; & quefto fi fac- cia due uolte il giorno s e mafRime fé è ditempo caldo s & fe fuffero li giorni lunghi perche dariano caufa tali giorni , & il tempo caldo alla piaga di ridurre più materia, e quando ciò non fi faceffe di nettare la piaga, fi darebbe occafione , che fe ne ufciffe per le narici del Bue + Delle panne; cheuengono à gliocchi del Bue.. è difcefa di tefta, &lagrimando gl'occhi,& affai uoltemandan- dolo fuori alla campagna fi punge con qualche fpina s ouero fucciog ò pureleua qualche bottadi fcorriata, talmente che gl'occhi fi gl'impa- nino, cy dico, che fia di che modo fi uoglia, che uenga detta influentia & glocchi fe li dene dare una botta di fuoco alla uena del collo di fopra, e due altre più in st alle chiaui della te/ta dico a quelle commiffure , ey legature della teffa; doue difcendono quelle furie, che impedifcono la uifta dà detto animale perche dandoli il fuoco Stringe quelle materie che non calino cofî fpefto: poi bifogna pigliare pece nauale; pece greca, lino, &x untarlo cepido fopra il fuoco dato, &mettergli poi prefto pri- ma, che fi raffreddi cimaturaroffas & que fto impiaftro fi fa per riftrin- gere le materie € perche è caldo per confortare ancora il ceruello , che è bumidifimo; che nò habbia adito dimadar qualche difcefa ne gl’occhi. ‘Di più bifogna anco tagliarli quelle ognelle, che nafcono dentro de locchi naturalmente fe gli uenzono quelle panne, ladetta ognella, ch'è una callofità di carne fempre quale naturalmente ferue per anet- sare gl'occhidi detto animale, perche per la fua callofità rade l'oc- D iij chio:](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33350541_0071.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)