Del conoscere le infermità che avvengono al cavallo et al bve, co' rimedij à ciascheduna di esse / di Gio. Antonio Cito napolitano libri tre. Aggivnti alla Gloria del cavallo.
- Cito, Giovanni Antonio, active 1585.
- Date:
- 1589
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Credit: Del conoscere le infermità che avvengono al cavallo et al bve, co' rimedij à ciascheduna di esse / di Gio. Antonio Cito napolitano libri tre. Aggivnti alla Gloria del cavallo. Source: Wellcome Collection.
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![SG È TIVOR Db: ehio: ma quando l'occhio fitrona fano alle uolte con il fuo naturale ga- E: gliardononlo può impedir nienterma quando gl'occhi fitrouano lefi in qualunquemodo fopradetto l'occhio per effer un membro delicato, e che mise, fi notrica di bumidità: onde quando gli niene qualche difcefa di fargue impiccolifte , et ingroffa le panne per il dolore, <& paftione, che fente: onde allora per quefta caufa non può fopportare l’ognella , che | Phabbia da paffare per foprala panna dell'occhio ; doue ui bà l'animale Il il dolore: onde per quefte caufe dico che detta o gnella fi debba taglia» re, co nolendola tagliare, bifagna pigliarla con un filo, perche altrimen= | tenon fi potria tagliare cole forfici fe nom fitiraffe conil filo,.cir taglia- fil, che fara detta ognel la ò fi che l'ecehio mon babbia più quello tmpe- e | LL dimento , fe fara difcefa, e ehe l'occhio fteffe pieno di panne potete ufare fongia dì gallina , x rodomele liquefatto infteme , x vagerlo due molte il giorno la mattina, ela fera con una penna dentro all'occhio, far che il rodomele, & la fo ngia fiano fredde, & ben fottili paffari per una Stamegna , & quefto fi fa perche penetrino più, cy che mollifichi= no dette panne, perchetanto è a dire panne nell'occhio s come è 4 dire ll hauer poco fanque, & hanerfi mortificato nell'occhio , c& questo fa le panne, > però fi unta conla fongia, &x melerofato, perche babbino da | nf DI mollificare il detto fangue,che è indurato nell'occhio, e mollificato che | fara per otto giorni glì farete quefta poluere, doue entrameza oncia@ È ‘0 dizuccaro di Cadia, na quarta di lume di rocca abrufciata, cir una quar= il ta ditutia preparata, o peftata fottilmente mefcolare iltutto infiemes Co gettarli quela compofitione con wn cannello per due uolte dentra l'occhio al giorno; perche trowandofi la parna mollificata,queSta polue- retira piu, ela mangia s E la rifolue » perche il Zuccaro s & la tutta à fono cofè confortatine s &» rifolutine, cr la lume di roccarode, ci mani giale materie grof]è , > quefto fi continui di fare , per finche fi uede la panna dentro all'occhia per due nolte il giorno, € quando la pane na fminmifce , porgli la poluere una uolta al giorno per fin chewefti metto l'occhia. Peril pielo, querocrofchi che uengono alli Buoi . I viene ancoraa detto animale certa infermità , che gli tiene tut= | — toitdoffo s fralecorna, eîx fchiena, & quefta infermita gene= ill È . N Vr. v N ; di il ralmente di miene d'inuermoronde quando comincia a far caldo, o è ma- | gro detto Bue li darete una medicina per boccasnella quale metterete due | rottola di lardo battuto, ci» dipoi ui porrete infieme tre oncie di beloar= | mino, & due oncie di farina d'orzo, cy fattine palle con detto lardo | | gliele | | |](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33350541_0072.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)