Storia della medicina in Roma al tempo dei re e della repubblica : investigazioni e studi / Giuseppe Pinto.
- Pinto, Giuseppe
- Date:
- 1879
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Credit: Storia della medicina in Roma al tempo dei re e della repubblica : investigazioni e studi / Giuseppe Pinto. Source: Wellcome Collection.
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![e Catone. Ma oltre le cloache, fu anche meravigliosa la costruzione degli acquedotti, cui presiedevano anticamente i Censori e gli Edili (]). Il primo ponte sul Tevere che registri la storia è il Sublicio fab- bricato dai Pontefici, onde il loro nome; ed altri ne furono eretti dai medesimi onde agevolare le comunicazioni fra la riva destra e sinistra del Tevere, o meglio fra il territorio già Etrusco e il Romano propriamente detto. E mentre dopo la prima introdu- zione in Roma di acque, fatta, secondo Plinio (1 2>, dal Re Anco Marcio, i Censori si riserbarono l’opera colossale degli acquedotti, Appio Claudio fece scorrere in Roma, nell’anno 441 dalla sua fon- dazione V Acqua Claudia dalla via di Preneste, con dotto sotter- raneo profondissimo, onde non potesse in tempo di guerra de- viarsene il corso. Appena passati quaranta anni dall’introduzione dell’Acqua Appia, due acquedotti recarono in Roma le acque dell’Amene sotto la censura di Curio Dentato e Lucio Papirio, de’ quali dutti uno, come attesta Frontino (3->, trasportava acqua potabile per i cit- tadini, mentre l’acqua dell’altro meno potabile era destinata ad usi più volgari e alla irrigazione degli orti. Da quell’epoca non potendo forse bastare a tutto l’opera dei Censori, fu creata una magistratura speciale dei Duumviri Aquae perciucendae, ed i primi eletti a questa carica furono Curio e Fui rio Fiacco. E piace notare come nella formazione dell’acquedotto Claudio, fu collega al detto Appio, un Caio Plauzio Venoce, così chia- mato dalle vene di acqua che egli espertissimo conosceva e segnalava. Più tardi un Marcio introdusse l’acqua di tal nome, mentre era semplice pretore. Yeggasi dunque come alta ragione di pubblica igiene richiamasse meritamente in Roma tanta ab- bondanza di acque correnti, limpida e potabili, e come ciò sag- giamente giovasse alla topografia medica della città medesima. (1) Fabricii Georgii — Descript io Urbis Romae; Gap. xvi, apud Graev. (2) Plinio — xxxi, -30. (3) Frontino — De Aqucieductibus; Cap. V. Padova, 1722.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28989521_0046.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)