Storia della medicina in Roma al tempo dei re e della repubblica : investigazioni e studi / Giuseppe Pinto.
- Pinto, Giuseppe
- Date:
- 1879
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Credit: Storia della medicina in Roma al tempo dei re e della repubblica : investigazioni e studi / Giuseppe Pinto. Source: Wellcome Collection.
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![Il culto eli Esculapio fu introdotto tardi, e molto più tardi quello della Dea Cibele, trasportato dalla FrigiaG). Il gran concetto assimilatore aggiunse ai predetti altri Numi, ma ciò avvenne per le rapide conquiste di tante nazioni, che obbli- garono i Romani a metter d’accordo le mire politiche colle idee religiose altrove rinvenute. Gli storici hanno conservato la ce- lebre formola del giuramento di Decio quando votossi ai numi per la salute della patria: lane, Iupiler, Marspater, Quirine, Bellona, Lares, Dii novensiles,Dii indigetes f1 2 3 4>. In progresso di tempo cambiò pure la formola del giuramento, dicendosi in luogo di Medius Fi- dtuSs Me liercle. Me Castor. In luogo di essere gli Iddìi romani, originati da fonte indiana o dalla greca, derivarono meglio, come osserva dottamente il Cantò db, da remote credenze nazionali, dall’indole del popolo e del tempo, e più ancora, come io penso, dall’acutezza di senno dei primi reggitori dello Stato. I due Lari pelasgi Vesta e Pallade furono i primi ad essere adorati ; quindi il latino Giano e il sabino Marte, chiamato anche Sabo. La mi- tologia romana dalla greca differiva nell’attribuire agli Dei fun- zioni analoghe a quelle indispensabili alla conservazione e perfe- zionamento dell’uomo. Da Saturno e Opi o Bona che personifica- vano, secondo VarroneG), il cielo e la terra, faceano discendere Giunone, Vesta e Cerere emblemi del matrimonio, della casa e della fertilità. Per quanto si vadano attentamente spiando e commentando le tradizioni e i fatti degli antichi non si è trovato un solo popolo che, come il Romano, abbia avuto tanto a caro di]vestire di mito religioso tutto ciò che concerneva la pubblica e privata salute. Ed il sacerdozio non era un ordine a sè, serbato ad una sola classe di persone, ma ciascuno poteva esservi aggregato che avesse me- riti speciali a compiere quel tale o tal altro officio, destinato a mantenere e a promuovere sotto le parvenze religiose il be- (1) Sigonio — De antiquo jure Romanorum ; Cap. vm. (2) Livio — vili, 9. (3) Cantò — Storia degli Italiani; vi, pag. 75. Torino, 1857. (4) Varrone — De Lingua latina; v, 57.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28989521_0052.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)