Elementi di farmacia teorica e pratica ... / Tradotta dall'ultima ed. francese.
- Antoine Baumé
- Date:
- 1805
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Credit: Elementi di farmacia teorica e pratica ... / Tradotta dall'ultima ed. francese. Source: Wellcome Collection.
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![3^5 ccuoprc con una carta per garantirlo dalla pol- - si iascia esposto aU’aria per due mesi incirca in luogo imuano dal Sole, e si deve lîiuoverlo più volcc al giorno con una spatola di Icgno.’Bnpo cjuesto tetnpo s’incorpora que- sta pclvere con del siroppo di capelvencre , e si forma ana massa di pillole, oppur si con- segna délia polvere per formarne delle pillole secondo U bisogno che se ne ha , perche quel- Je pillole sono soggettissime a seccarsi, OSSERVA2IONI. IPinocchi d’india, che chiaraansi aftche ri- clni, danno mentre si spremono , meta dcl loro peso di un oglio rosso, acre e caustico *, e in quest’oglio risiede la purgante vimi del rimedio’, S'arebbe di una esrrema violenza , se gli si conservasse tutco il suo oglio, si procura di se- pararne il più che sia possibile , e ne resta.aiv cora abbastanza nella posatura dopo la espres- sionc per produrre dei riolentissimi effetti, quan- do questo ximedio .è dato in dose troppo gran- de , o a contrattempo, Ouando si pestano i pinocchi d’india , brso- gna volger il viso lungi dal mortajo , e aver grande attenzione di non si mettcre le mani che han toccato la pasta, sul viso , o su qualche altra parte del corpo, perche in tempo che si pesta quella materia, se n’esala-un invisibile vapor acre, che cagiona grandi inliammazioni î le quali sono anche piu pronte e pericolose, se inaYvertentemente si -mettono Je mani bagna- te di queir oglio su qualche parte del corpo. L acido vetriolico indebolito, che si meschia a quella materia dopo averne estratto 1’ og-lio , vi è messo .ad oggetto di combinat con esso la maggior parte deUoglio ch’è rimasto nella depo- sizione dei pinocchi d’India , di ridurlo ad uno stato saponoso o reslniforme, e con ciô rattem- perar considerabilmente quella sostanza. Il ctemor di .tartaro che si ao-criuno-e a quel- la materia , e un acido vegetabile attissimo a compiere la stessa indicazione , si Iascia il mi- scuglio esposto ail’aria, perche ancora piii si addolcisca , L’ Autor non prescrive di lasciarlo che quindici giorni incirca o un mese j ma dacchè dice , che tanto più si addolcisce quan- to piu lungo tempo vi resta , io credo che sen- za inconveniente si possa lasciarlo duc mesi . ( I ) .Qucsta tintura si fa con un’oncia rit in una fogllctta cU acguavite, si filtra jj Tondente di S.otrou . ^ Rcgolo di Aiuimonio: , IB ]• Nitro purificato, ÎB j. Riduconsi in polvere queste due sostanze , ciascuna separatamentcj mcschiansi dipoi in un mortajo, e si gctta il’miscuglio a cucchiajate in un crogiuolo divenuto rosso al fuoco, e jcircon- dato da ardcnti carboni , si fa ad ogni getto un piccolo strepito. Ouando tutta la materia ù entrata nel crogiuolo , si cuopre, e si fa scai- darc per calcinar la materia per sei ore . Allo- ra si leva il crogiuolo dal fuoco, e si sépara la materia bianca , cui contienc ; quando ella è sufficicntcmente ralFreddata, la si polverizza to- sto, e la si passa per uno staccio ; allora si met- te cjuella polvere in una tcrrlna inverniciata, e vi si versa sopra una libbra di tintura di can- nella fatta con dell’acquavite ( i)i si agita il misciîglio, c si fa infiammar l’acquavitei qu^n- do cessa di bruciare , si hnisce di seccar la polvere, e si conserva in una bottiglia . OSSERVA2IONI. QUesta 'preparazlone è poco dissimile dall* antimonio diaforetico non lavato ; e Io è soltanto per la tintura di cannella cui I’Autor raccomanda di farvi bruciar di sopra . E’ un miseuglio di calcina di antimonio coll’ alcali ‘del nitro, e una piccola porzione di nitro, che non è stato scomposto ; l’alcali che resta in quel rimedio ha acqiiistato una grande causticira dal- la calcina di antimonio; è verisimilmente col- la idea di moderarla, che 1’Autor raccomanda di far bruciare dell’ Acquavite disopra. Noi crediamo, che la cannella sia inutile ;'perde essa infatti tutio il suo aromato in tempo dél- ia combustione del liquor spiritoso, e délia es- siccazlon délia polvere. Non resta che una ma- teria mezzo carboniccia . Non si deve -confon- dere questa spezie di antimonio diaforetico non lavato con quello che nella stessa o-uisa prepa- rare potrebbesi coll’antimonio crudo^e tre parti di nitro. Abbiam fatto vedere alla pagina 138. che quello , che si prépara col rcgolo, puo diventar cmctico in certe circostan^ze ; cosi il fondente di Rotrou , preparato col rego- lo , dev esser dissimile da quello che si pré- parasse .coir antimonio crudo . Perche quella pol- per tre o quattro gior- di cannella ammaccata , che si Iascia infondere liquore , e se oe fa iiso , coinc cra diciamo .](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b22038188_0333.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)