La divulsione digitale del piloro e la divulsione strumentale dell'esofago e del cardias invece della gastrostomia : memorie lette all'Accademia dell'Istituto delle Scienze in Bologna / Loreta prof. Pietro.
- Pietro Loreta
- Date:
- 1884
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Credit: La divulsione digitale del piloro e la divulsione strumentale dell'esofago e del cardias invece della gastrostomia : memorie lette all'Accademia dell'Istituto delle Scienze in Bologna / Loreta prof. Pietro. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![])iloro, eseguirono la gastrostoinia il Lcingenhuck e il Wcinlechneier una volta, e YAlbert due volte; l’operato del primo visse sette mesi, quello del secondo mori dopo trenta ore, il primo operato delivisse quattro mesi, e il secondo otto giorni. Nel 1883 operarono il Tiìlaux e il Riiprecht, e l’operato del primo peri dopo diecisette giorni, 'quello del Buprecht invece visse sette mesi. Di recente, ossia il 5 maggio del 1883, il prof. Herzen di Losanna operò la gastrostomia in un giovane robusto di 28 anni, Enrico Baud, per una stenosi da cicatrice o da induramento anu- lare del cardias, ed operò con buon successo. Lo stesso sig. Herzen confessa di avere moltissimo provato di dila- tare il cardias dal basso all’alto, passando per la fìstola stomacale e di non avere mai potuto riuscirvi. La qual cosa avrebbe ottenuto il Bergmann una volta, .secondo narra l’Herzen, in un caso invero assai fortunato : dopo aver sondato per lungo tempo e ottenuto la dilatazione dal basso all’alto, il Berrpnann avrebbe potuto distaccare le aderenze che aveva lo stomaco colla parete del ventre, e> fatta la sutura, abbandonare il viscere nella cavità. Una statistica come questa invero è desolante : e credo di non errare affermando che non v’è operazione di chi- rurgia che cagioni tanta mortalità, massime se si consideri che la malattia per cui si operava la gastrostomia era locale, e lasciava incolume l’organismo da qualunque infe- zione. E bensì vero, che, a spiegare di qualche guisa la causa di tante morti si annoverano le lesioni prodotte dai cau- .stici sulle pareti dello stomaco; la debolezza eccessiva ca- gionata dal lungo digiuno; e finalmente le complicazioni tutte che per solito conseguitano ad ogni atto operatorio, specialmente poi se si debba aprire il ventre e incidere e cucire qualche viscere contenuto. E la statistica è tanto più .sconfortante se si consideri che gli operati di gastro- stomia si dicono guariti, e non ostante restano nelle stesse condizioni rispetto alla disfagia esofagea, e soffrono inol- tre a cagione della fìstola gastrica di cui furono operati a scopo curativo. Fistola che arreca sempre qualche mole- I](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b22355807_0050.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)