Volume 1
Del mal del segno, calcinaccio o moscardino : malattia che affligge i bachi da seta e sul modo di liberarne le bigattaje anche le più infestate / opera del dottore Agostino Bassi.
- Agostino Bassi
- Date:
- 1835-36
Licence: Public Domain Mark
Credit: Del mal del segno, calcinaccio o moscardino : malattia che affligge i bachi da seta e sul modo di liberarne le bigattaje anche le più infestate / opera del dottore Agostino Bassi. Source: Wellcome Collection.
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![Supposto poi anche che il crudel malore nasca pure spontaneo, dovrebbe in questo caso svilupparsi per tut- t’altra cagione, che per effetto della cattiva nutrì tura, delia poca polizia delle stanze d’ educazione, o per le scere d’assai i malati di moscardino, i morti ed i calcinati, se d’ordinario nella quinta età molto maggiore è il numero dei germi morbiferi assalitori, per le dette ragioni, maggiore la loro energia, maggiori i punti di contatto tra essi e gli animaletti che si coltivano, anche indipendentemente dalla quan¬ tità loro maggiore, più facili e più sollecite le invasioni, più breve il periodo della malattia, e più celeri e più frequenti le riproduzioni, e se gli stessi es¬ seri riprodotti sono ancor più numerosi in ciascuna singola riproduzione, cosicché un baco invaso dal micidial parassito anche dopo subito il quarto torpore, ha tempo di riprodurre il contagio, massime s’è questo della varietà più maligna, e comunicarlo a’ suoi fratelli avanti di chiudersi nel bozzolo, e questi possono talvolta infettare ancora altri bachi coi germi in esso rige¬ nerati prima di emettere il serico umore; se tra la quarta muta c la produ¬ zione del bozzolo possono i semi calcinar] riprodursi sino Ire volte ? Cono¬ sciuta la somma fecondità e moltiplicità di questa pianta parassita, ognun vede chiaramente la quantità immensa di germi attaccaticci di cui devono essere coperti tutti i corpi esistenti nella stanza d’educazione, non che disse¬ minati nello stesso aere ambiente nell’età in discorso, principalmente verso la sua fine, e tanto più se molti siensi già formati e sparsi nelle età antece¬ denti : e ciascun germe invasore , produce alla dett’epoca nel soggetto invaso più copiosa ed energica fìgliuolanza e pochi sono gl’invasori in questo tempo anzi pochissimi che non si riproducono , rendendo la malattia sporadica ed il cadavere inetto pertanto a comunicare ad altri bruchi il rio malore. Il calore atmosferico, che cresce coll’avanzarsi della stagione, accresce la vigoria de’ germi eia foglia divenuta più matura e più compatta, diminuisce il principio acqueo nel filugello ed aumenta la sostanza acida, terrosa ed alcalina o quella de’ loro componenti, rendendolo così più idoneo a svolgere, a nodrire ed a riprodurre i germi contagiosi cd a fornire successori sempre più numerosi e più potenti. Il maggior volume acquistato dai bacili nell’ età in discorso , e la maggior superficie della foglia che toccano , e di cui si cibano, aumenta i punti di contatto tra essi ed i germi morbiferi, anche indipendentemente dall’aumento degli stessi germi, e tale contatto viene pure accresciuto dalla maggiore cir¬ colazione dell’aere interno cagionata dall’occupazione di maggiore spazio, e dai maggiori lavori occorrenti all’epoca di cui si tratta, tanto più ove si pratica di mantenere nella bigattiera , ben anche dopo il cpiarto torpore dei bachi , la sola dolce ventilazione invece di aprire onninamente gli usci e le finestre tutte, e tutti gli altri fori quanti mai n’esistono, il quale massimo possibile arearaenfo, mentre contribuisce a conservare più facilmente sani e vigorosi i filugelli, contribuisce pure a rendere meno micidiale in più modi il formi-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30376877_0001_0071.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


